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Nel contesto di un sistema internazionale sempre più fluido e multipolare, l’espansione del gruppo BRICS – originariamente composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – ha segnato un’evoluzione significativa negli equilibri geoeconomici globali. L’ingresso formale, nel 2024, di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Iran ed Etiopia ha trasformato il BRICS in un forum allargato con forti implicazioni strategiche per il Sud Globale.

Tra i nuovi membri, i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) – in particolare Arabia Saudita ed Emirati – assumono un ruolo centrale per la loro capacità finanziaria, influenza energetica e ambizione geopolitica.

Oltre la diplomazia: una scelta di posizionamento strategico

Per il Golfo, l’adesione al BRICS+ non rappresenta una semplice apertura diplomatica, ma una scelta strategica volta a rafforzare l’autonomia geopolitica, diversificare le alleanze economiche e contribuire alla costruzione di un ordine globale più inclusivo, in cui anche le economie emergenti partecipano alla definizione delle regole internazionali.

Perché il Golfo guarda al BRICS+

Le motivazioni che spingono i Paesi del Golfo verso il BRICS+ sono molteplici:

  • In primo luogo, l’architettura istituzionale internazionale – ancora dominata da Stati Uniti, FMI e Banca Mondiale – è percepita come sempre meno rappresentativa degli equilibri economici reali. Il GCC, che gestisce oltre 3.000 miliardi di dollari attraverso i propri fondi sovrani, rivendica un ruolo più incisivo nei meccanismi decisionali globali.

  • In secondo luogo, la crescente proiezione economica verso Asia e Africa rende attrattive nuove piattaforme multilaterali. La Cina è oggi il primo partner commerciale di Arabia Saudita, Emirati e Qatar, mentre l’India è una destinazione strategica per investimenti e cooperazione tecnologica. Il BRICS consente di istituzionalizzare queste sinergie in un quadro multilaterale coordinato.

  • Infine, il Golfo mira a posizionarsi come “ponte” tra blocchi, non in opposizione all’Occidente ma come attore autonomo in un sistema a geometria variabile. Il multilateralismo flessibile offerto dal BRICS si allinea con la visione pragmatica che guida oggi le politiche estere della regione.

Energia, valute e fondi sovrani: i contributi del GCC

I membri del GCC portano nel BRICS+ una leva strutturale decisiva: il potere energetico. Arabia Saudita, Emirati e Qatar sono tra i principali esportatori mondiali di petrolio e gas, e le loro politiche influenzano i mercati globali. In seno al BRICS+, questa influenza si traduce in peso negoziale su temi chiave come decarbonizzazione, sicurezza energetica e accesso equo all’energia per i Paesi del Sud Globale.

Un altro tema emergente è la de-dollarizzazione. Alcuni membri BRICS promuovono l’uso di valute alternative al dollaro negli scambi. Sebbene il GCC mantenga per ora legami forti con il dollaro (in particolare tramite il peg valutario), si osserva un progressivo interesse per accordi in yuan o rupie, in linea con gli scambi con Cina e India. La partecipazione al BRICS potrebbe accelerare iniziative come il BRICS Pay o la creazione di una valuta comune.

Infine, i fondi sovrani del Golfo – PIF, QIA, Mubadala – stanno già finanziando progetti strategici nei Paesi BRICS, in settori quali logistica, infrastrutture digitali, energia e sanità. Il loro ingresso rafforza il BRICS+ non solo in termini simbolici, ma come piattaforma operativa di cooperazione Sud-Sud.

Opportunità e rischi di equilibrio

La partecipazione del Golfo al BRICS+ comporta opportunità concrete, ma anche rischi strategici. Sul piano geopolitico, la presenza di attori come Iran e Russia, spesso in tensione con l’Occidente, potrebbe creare ambiguità diplomatiche per i Paesi del GCC. La gestione di queste relazioni richiederà grande abilità nel bilanciamento strategico.

Inoltre, l’eterogeneità interna del BRICS+ – che unisce economie autoritarie e democrazie, modelli statalisti e mercati aperti – può limitare la capacità di definire un’agenda comune efficace. I Paesi del Golfo dovranno quindi ritagliarsi uno spazio d’influenza propositiva, evitando un ruolo marginale.

Infine, il riavvicinamento del Golfo a Cina e Russia viene osservato con crescente attenzione da parte di Washington e Bruxelles. Tuttavia, questa ambivalenza potrebbe tradursi in un vantaggio negoziale, rendendo il GCC un attore utile al dialogo tra sistemi diversi.

Verso una nuova architettura globale?

Se ben gestito, il coinvolgimento del GCC nel BRICS+ può trasformarsi in una leva strutturale di rafforzamento geopolitico. La richiesta – avanzata da più membri BRICS – di riformare le Nazioni Unite, le istituzioni finanziarie globali e le catene del valore offre al Golfo una finestra per esercitare un ruolo di mediazione e proposta.

Già protagonisti nel dialogo energetico (OPEC+), i Paesi del Golfo possono ora incidere anche su innovazione finanziaria, digitalizzazione delle economie emergenti, commercio Sud-Sud e sicurezza alimentare. Il loro capitale politico, finanziario e logistico li colloca tra i potenziali catalizzatori di una nuova governance multilaterale, non necessariamente alternativa all’Occidente, ma complementare e inclusiva.

Conclusione

L’ingresso del Golfo nel BRICS+ rappresenta un passaggio strategico e simbolico verso un ordine mondiale più multipolare e meno centrato sull’egemonia occidentale. Non si tratta di una rottura, ma di un’evoluzione consapevole: dalla dipendenza all’autonomia strategica, dalla marginalità alla centralità sistemica.

In questo scenario in trasformazione, il GCC può diventare una piattaforma di sintesi tra Nord e Sud, tra economia fossile e transizione verde, tra mondo arabo e Asia emergente. Resta ora da vedere se i Paesi del Golfo sapranno usare questa posizione con visione di lungo periodo, consolidando il proprio ruolo come attori sistemici nella ridefinizione del XXI secolo.

Fonti

  • European Council on Foreign Relations (ECFR), 2024 – “How Gulf States Shape the BRICS+ Expansion”
  • Chatham House, 2023 – “Gulf States in a Multipolar Order”
  • IMF Regional Economic Outlook – Middle East, 2023
  • SWFI – Sovereign Wealth Fund Institute, 2024 – Asset Allocation & Strategy Reports
  • Financial Times, 2024 – “BRICS Expansion and the Rise of Gulf Sovereigns”
  • World Bank – Global Economic Prospects, 2024
  • Al-Monitor / Al Jazeera Business, 2024 – تحليلات حول انضمام السعودية والإمارات لمجموعة بريكس
  • Brookings Doha Center, 2023 – “Strategic Balancing: Gulf Approaches to China and the West”
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